BOB DYLAN, Shadows in the Night (2015)

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Vi conviene lasciar perdere il cd e comprare la versione limited con LP più cd. Potrete così assaporare, nell’LP, il timbro VERO della voce del Nostro, per poi confrontarlo con quello massacrato nel mastering  (a cosa servono tutte quelle frequenze alte sulla voce?!) che si sente nel cd, che poi è il timbro che purtroppo ci tocca sorbire da molto tempo a questa parte.

Anni che non cantava così bene. Una delizia per le orecchie.

Una curiosità: per la prima volta non ha suonato la chitarra in un suo disco. Cantare questi pezzi, è roba già d’un certo impegno…

All’epoca ho pensato che Tempest sarebbe stato un ottimo finale di carriera. Considerato che il suo primo long playing è un album di cover (con la vistosa eccezione di due brani suoi, di un certo rilievo…), questo, che sempre un disco di cover è, chiuderebbe bene il cerchio. Voci di corridoio comunque dicono che ha già pronto un album di pezzi suoi…

Quest’uomo, artisticamente parlando, è ancora giovane (non è lui che ha scritto Forever Young?). Aspetteremo sempre con trepidazione i suoi nuovi lavori, con la consapevolezza che, quando ci lascerà, saremo definitivamente soli. Il dio della musica ce lo preservi ancora per molto.

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