THE NEW BASEMENT TAPES, Lost on the River (2014)

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La storia è nota. Sono saltati fuori dei testi di Bob Dylan (accompagnati da disegni dell’autore) e un manipolo di musicisti, fra cui Elvis Costello, ha pensato di musicarli e registrare così le canzoni realizzate.

Lapalissiano che i fan di Dylan avrebbero voluto la voce e le musiche sue.

Nel booklet è dato leggere: “Elvis, Jim, Marcos, Rhiannon, Taylor and T Bone wish to express their deepest appreciation and gratitude to Bob Dylan for his extraordinary  trust, generosity and support in the making of this album”.

Commenti del Grande Uomo? Non pervenuti.

Chiaro che ho il disco solo perché prodotto da T Bone Burnett, un mago nel fare certi suoni. I più lo ricorderanno chitarrista nella Rolling Thunder Revue. Fra gli altri, ha prodotto anche il secondo disco solista di Jacob Dylan. Sarebbe bello che mettesse le mani anche su un disco di Dylan padre, ma pare che T Bone costi un occhio della testa, per cui credo che Bobby, sotto lo pseudonimo di Jack Frost, preferisca continuare a fare da solo.

Il problema che si pone però è il seguente: dato che di testi inediti scritti da Dylan ne esistono a bizzeffe, non è che adesso comincia la moda di realizzare dischi come questo? Per carità, piacevoli da sentire, ma forse niente più.

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