THE JIMI HENDRIX EXPERIENCE, Miami Pop Festival (2013)

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Performance davvero incendiaria.

Da avere solo per sentire le cose incredibili che Jimi combina con la chitarra su Tax Free.

Poi queste edizioni della Experience Hendrix L.L.C. hanno una grafica bellissima, con foto eccezionali. Ma com’è che allora i fotografi erano così bravi? C’è anche da dire che sul palco, a suonare, c’era certa gente che ora non c’è più.

Il concerto si tenne il 18 maggio del 1968, e ricordiamo dall’altra parte dell’Atlantico, ovvero da noi, giorni altrettanto incendiari…

EDOARDO BENNATO, I buoni e i cattivi (1974)

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Prendere, per esempio, i due estremi della tracklist: l’iniziale “Ma che bella città” e la conclusiva “Salviamo il salvabile”. C’è una sottile ferocia, nel testo come nell’esecuzione. Una ferocia vera, anche perché accentuata da un isterismo di fondo che è autentico, non una posa per dire: “Io sì che sono feroce“.

Ecco, forse questa ferocia vera, che sarebbe importante, oggi nella musica italiana si sente un po’ troppo poco.

ANI DIFRANCO, Knuckle Down (2005)

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Comprato qualche anno fa solo per sentire a che livello masterizzavano in dischi cantautoriali femminili in USA. Mi serviva un riferimento di mastering su cose acustiche per il disco Cerco la bellezza di Neve Su Di Lei, da me prodotto.

Per la verità il disco non mi esalta, mi piacciono solo un paio di brani su una dozzina. Lei, in qualche momento, la trovo anche ansiogena e non è propriamente quello che cerco in una singer & songwriter.

PINK FLOYD, The Endless River (2014)

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Considerato che sono un Fan dei Pink Floyd e che qui loro ci suonano molto, e discretamente bene, direi che è proprio difficile che questo disco non possa piacermi.

L’ho ascoltato tutto di fila senza perdermi una nota o un colore strumentale e, visto che di recente sento molta musica ma la testa spesso è da un’altra parte, credo che questo abbia il suo significato.

Non credo che The Endless River sarà l’ultimo disco ad essere pubblicato con il glorioso marchio. Mason ha dichiarato che non lo crede neppure lui. Da parte sua Waters, nonostante tutto, non può perdersi l’occasione, quando il momento sarà quello giusto, di unirsi agli altri per un ultimo lavoro… Lui e gli altri due superstiti della band, a suo tempo, hanno già fatto The Final Cut, ma se ci sarà da dare il taglio finale, quello vero, sarebbe ben sciocco da parte sua non essere della partita.

 

BOB DYLAN, Biograph (1985)

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Di rado in questo blog si parla di compilation, ma in questa ci sono degli inediti che fanno davvero paura…

La raccolta è viziata dal fatto che la presentazione dei brani non segue l’ordine cronologico di pubblicazione, per cui al neofita l’ascolto risulterà senz’altro spiazzante, ma potrebbe comunque essere un buon inizio per approcciare il nostro uomo.

In queste sere riascoltavo per l’ennesima volta alcune canzoni, giusto per ricordarmi che al mondo esiste la bellezza.

NICO, Chelsea Girl (1967)

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Una perla nascosta.

Non facile digerire l’accento marcatamente teutonico della chanteuse, ma qui ci sono canzoni scritte da Lou Reed, Jackson Browne, John Cale, Sterling Morrison, Tim Hardin e, chicca, la sempre toccante I’ll Keep It With Mine di Bob Dylan. Dovrebbe bastare solo questo.

Sontuosi arrangiamenti d’archi (che però lei non gradì).

Produce Tom Wilson, sì, quello che si adoperò anche per Mastro Bob.

It Was A Pleasure Then porterà la vostra mente in altri territori.