LIGABUE, Mondovisione (2013)

liga

Il compito (o il compitino, secondo i punti di vista) è stato svolto bene. Il disco ha anche un bel sound.

Il fatto è che mentre negli ultimi lavori, ogni tanto, in qualche pezzo, affiorava un po’ l’emozione (pure nell’album precedente a questo), qui, se si eccetua Per sempre, i brividi latitano un po’.

Non a caso, la canzone in parola è autobiografica e il Liga funziona bene. Quando invece si mette a ragionare sui massimi sistemi…

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NEIL YOUNG, Storytone (2014)

Neil_Young_-_Storytone

Non vi piacciono le orchestre sinfoniche?

Non vi piacciono le big band?

I gusti son gusti.

Sappiate, comunque, che registrare un disco così è il sogno di qualsiasi musicista di questo mondo.  I musicisti ragionano sulla musica in un modo un po’ diverso rispetto a chi l’ascolta.

Comunque, mentre noi stiamo a discettare, Neil è di sicuro ora nel suo ranch a provare nuovi brani con i Crazy Horse.

Perché gli artisti si muovono molto più velocemente del loro pubblico.

U2, Songs of Innocence (2014)

U2_Songs_of_Innocence_Physical_Cover

Bono è un pallone gonfiato? Non sono d’accordo, ma non è questo il punto.

Il disco è stato lanciato in modo poco ortodosso? Posso anche convenire, ma non è questo il punto.

Il punto è che, se si parla di musica, a qualsiasi livello, si dovrebbe parlare di musica e non di cose che con la musica non c’entrano nulla.

 

Pertanto, parliamo della musica.

Diciamo che gli U2 hanno fatto gli U2- nella-loro-versione-più-“pop” (virgolettato d’obbligo, ché il pop è un’altra cosa) neanche poi così male. La produzione (cinque produttori, che sono davvero troppi…) ha levigato oltre misura il sound, ma l’intento era quello: suoni che potessero “arrivare” a più orecchie possibili.

Peraltro nella versione con due cd c’è una out take, Lucifer’s Hands, un pezzo rock coi controfiocchi, che da sola vale l’acquisto.

Insomma, certo non un capolavoro (ne hanno già fatti), ma neppure ‘sta merda di cui si parla (per la verità più che altro in Italia, e questo è sintomatico…) da quando è uscito.

 

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA, C’eravamo abbastanza amati (2011)

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Canzoni del Vasco-non-nazionale e sue cover di brani di Battiato, De Gregori, Ferretti/Zamboni.

Tre pezzi registrati dal vivo al Teatro Romano di Verona. Che è, come dire, giocare in casa (lui è nato a Verona).

Molto più potabile di Per ora noi la chiameremo felicità (2010) che, a dirla tutta, avevo fatto un po’ fatica a digerire…

La title track è un bel pezzo. Ora me la vado a riascoltare.

SABRINA NAPOLEONE, La parte migliore (2014)

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In quel di Genova s’agita da qualche tempo una certa scena cantautoriale femminile, con artiste che si muovono, propongono, organizzano, suonano, collaborano… I primi nomi in cui ci siamo imbattuti sono Valentina Amandolese, Neve Su Di Lei (di cui abbiamo prodotto il disco d’esordio) e ora ci giunge questo disco di Sabrina Napoleone.

La Nostra ha dalla sua un timbro vocale interessante e noi, pur non essendo dei cultori di questo approccio alla canzone, ci facciamo piacevomente intrigare dalla title track, come anche da “E’ primavera”, con sonorità dei paesi dell’Atlante ben giocate in riferimento al tema della canzone.

Come ci diceva qualche giorno fa un noto cantautore, un disco non è poi una cosa così importante anche se lo è, chiaramente, agli occhi del cantautore che lo ha realizzato, però – diciamo noi – è anche vero che chi, come qui, ben comincia…