ULTRAVOX, Vienna (1980)

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Quei new wavers giacca e cravatta, quelle sonorità fredde… Ora sembrano immagini e suoni del Paleolitico, ma da ragazzo era quella la musica che sentivo uscire dalle radio.

L’iniziale Astradyne dà in la al disco che, per la verità, non è degli ascolti più facili.

“Vienna”, la canzone, è un capolavoro assoluto. Se poi vi è capitato di andare a Vienna, concorderete che lei è proprio quella lì.

Chiude, bene, All Stood Still, che quando la ballavo da ragazzino mi facevo certe sudate…

GENESIS, Invisible Touch (1986)

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La melodia della strofa del brano che dà il titolo al disco è di rara grazia, poi il ritornello deve fare cassa, si sa… Se dovessi dare un aggettivo al pezzo direi: vitaminico. Peraltro, qui ci sono delle soluzioni di ritmica mica male, questi le cose se le studiano…

Funziona molto bene anche Tonight Tonight Tonight (ci credereste che è una canzone sulla droga?).

Chiaro che gli amanti del prog questo disco non lo hanno mai ascoltato, ma questi Genesis sono ormai un gruppo pop rock.  Grande, comunque.

GENESIS, Genesis (1983)

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L’incedere cupo ed ossessivo di Mama si guadagna il suo piccolo posto nella storia del gruppo.

Si salva la prima facciata. La seconda non contiene niente di memorabile salvo l’incipit di It’s Gonna Get Better, che è come dire salvarsi in zona Cesarini…