NEIL YOUNG, After The Gold Rush (1970)

220px-After_the_Gold_Rush

Qui c’è la MAGIA data dalle cose VERE. Le canzoni vere, i suoni veri.

Il disco è stato di recente ripubblicato nella serie NYA (Neil Young Archives) ORS (Officials Release Series) con un’ottima masterizzazione ma, se potete, recuperate il vinile. E la magia sarà ancora più grande.

Annunci

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA, Per ora noi la chiameremo felicità (2010)

download (1)

Se “Canzoni da spiaggia deturpata”, il primo disco de Le Luci della centrale elettrica, fosse venuto al mondo come raccolta poetica anziché come cd, sarebbe stata la silloge più sorprendente dell’ultimo ventennio. Di certo, avrebbe venduto giusto una ventina di copie, grazie ad amici che si sarebbero sentiti in dovere di amicizia, e parenti obbligati dal dovere di parentela. La poesia non gode di grandi fortune editoriali in Italia. In formato disco, invece, con un sottofondo musicale, le cose non potevano che andare meglio, e di certo Vasco Brondi, alias Le Luci, questo lo sapeva bene.

Il fatto è che, nel suo progetto, la musica potrebbe tranquillamente non esserci. Non c’è la melodia, neppure accennata: lui non canta – e lo riconosce, molto onestamente, nelle note di questo disco.

Ma, in effetti, è proprio di questo album che dovremmo parlare. E si fa, purtroppo, presto: è la copia-carbone del primo cd. E forse quel lavoro aveva anche una freschezza, sempre a livello di testi, maggiore.

Mi preme comunque chiarire che non ho nulla contro Le Luci; anzi, ascolterò con interesse gli album successivi a questo, dato anche che li ho. Dico,  scrivo, solo quello che mi giunge alle orecchie. Senza tante considerazioni che, con la musica, non c’entrano un fico secco.

SIMONE LO PORTO, La valle dell’utopia (2007)

297426_101125423330961_30083135_n

Per il fatto che mi occupo di produzione e che pertanto ascolto anche “musica emergente”, ho il vantaggio di ricevere in dono parecchi dischi. Alcuni davvero straordinari, proprio come questo qui.

Registrato con una miriade di musicisti, fra Milano, la Sicilia e il Brasile. Canzoni che ti portano per mano, con testi indovinati che, a tratti, sfiorano il virtuosismo.

Fantastico l’arrangiamento del conclusivo brano eponimo, che ti strappa un “Oh, così si fa!”.

Veronica Marchi ospite in “Profondo più blu”.

Bello, bello. Però in quanti se lo sono filato poi ‘sto disco? In tre? In tre, e va bene anche così.

 

NEIL YOUNG + CRAZY HORSE, Ragged Glory (1990)

220px-Raggedglory

L’estasi elettrica del canadese, insieme all’impagabile Cavallo Pazzo.

Un solismo, qui, ad altissimi livelli, ispiratissimo.

Uscito agli inizi dei ’90, sembra anticipare il boom della “distorsione a palla” che caratterizzerà un po’ tutto quel fragoroso – fantastico – decennio.

Pezzo preferito? “Over And Over”. Ti fa stare bene.

R.E.M., Accelerate (2008)

220px-R.E.M._-_Accelerate

Per carità, ci danno dentro con energia, il che è sempre encomiabile quando si decide di fare un disco all-rock. Il problema è che la freschezza ormai è difficile da ritrovare, e del mazzo si ricorda solo Supernatural Superserious, che tiro ne ha.

Produce (insieme alla band) – e devo dire che non mi ha particolarmente esaltato – Jacknife Lee.