LEONARD COHEN, Dear Heather (2004)

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L’ascolto più difficile fra i dischi di Mr Cohen, anche perché qui abbondano i recitati.

Su tutte The Letters, struggente come poche.

Data l’età, poteva essere un buon finale di carriera ma, poiché il Nostro si è ritrovato a sorpresa senza soldi, si è visto costretto ad imbarcarsi in un lungo tour mondiale, che ci ha dato due dischi dal vivo imperdibili (i suoi migliori live), e poi, ciliegina sulla torta, è arrivato anche un nuovo album d’inediti.

Alla faccia degli anni sul groppone!

THE SOFTONE, Tears Of Lava (Cabezon, 2013)

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Suona molto bene questo EP.  Le canzoni sono accattivanti, i suoni sono quelli giusti, la voce ha un bel timbro e il cantato in inglese risulta credibile.

Giovanni Vicinanza, titolare del progetto, ha talento e conosce tutti i trucchi del mestiere (cioè del genere) a menadito.

Si può sperare che proposte come questa escano dalla benemerita nicchia di intenditori e guadagnino qualche fan in più?

Io, che sono un gran pessimista, la vedo dura (ché la musica in Italia non si a bene cosa sia), ma un americano – e qui l’America c’è tutta – mi riponderebbe con il classico, ottimistico (gli americani sono sempre ottimisti) “You never know…”.

LEONARD COHEN, Ten New Songs (2001)

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Canzoni scritte con Sharon Robinson.

Suoni in gran parte sintetici (è anche il suo primo album registrato in digitale), però è uno dei rari dischi di questo tipo che mi piaccia. Merito, soprattutto, della magica voce del cantante, sempre più profonda.

A Thousand Kisses Deep è uno dei migliori brani di Cohen.

Alcune canzoni di questo disco sono state interpretate da amici cantautori nella raccolta-tributo Vestito per amare (2010) (https://ilblogascolto.wordpress.com/2012/10/01/aa-vv-vestito-per-amare-italian-tribute-to-leonard-cohen-2010/) prodotta da Flavio Poltronieri.

 

NEIL YOUNG, Lucky Thirteen (1993)

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Album compilation con 13 pezzi realizzati tra il 1982 e il 1988, quando il cantautore canadese era sotto contratto con la Geffen.

5 tracce sono inedite.

E’ il periodo meno esaltante della lunghissima carriera del Nostro. La sua “rinascita” arriverà a sorpresa con l’EP Eldorado del 1989. Da lì in poi, un disco più bello dell’altro.

Direi che questa raccolta è solo per fanatici completisti, però una lancia va senz’altro spezzata per la grintosa versione dal vivo di This Note’s For You, a suo modo un classico.