LEONARD COHEN, The Future (1992)

LeonardCohenTheFuture

Rispetto a I’m Your Man la voce è diventata ancora più profonda, anche se non è così cavernosa come quella a cui Cohen ci ha abituati negli ultimi anni.

Non siamo ai livelli del disco precedente, però qui ci sono alcune belle canzoni.

Pollice verso invece per quanto riguarda gli arrangiamenti, vitali quanto può esserlo un elettroencefalogramma piatto. Purtroppo questa pecca si riscontra in una buona metà della produzione discografica del canadese e mortifica canzoni che, in altre vesti, potrebbero risplendere maggiormente.

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