LUCA CARBONI, Carboni (1992)

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Mi sono divertito a riascoltare “Ci vuole un fisico bestiale”: un anthem, in fondo. Come mi è piaciuto rivedere con la fantasia Bologna, al ritmo esagitato de “La mia città”.

“Alzando gli occhi al cielo”, brano sulla mafia, allora era quasi un pezzo di routine, oggi sembra perfino coraggiosa. Il fatto è che il livello generale si è talmente abbassato negli ultimi anni…

Ma è “Mare mare” quella che amo di più. Molti anni fa sono partito anch’io sulla moto, diretto al mare di Romagna, per arrivare con quel senso di nulla in corpo.

“Mare, sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore, sì / e che ogni tanto gli fa sentire l’onda”.

E quante volte l’ho sentita quell’onda…

“Mare, sai che ognuno c’ha i suoi sogni da inseguire, sì / per stare a galla e non affondare”.

Quanto è vero, santiddìo…

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