FABRIZIO DE ANDRE’, Mi innamoravo di tutto – Il concerto 1997.98 (2012)

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Eccolo lì, il “belinone da palcoscenico”, come lui si definisce nel presentare “La canzone di Marinella”…

Esecuzioni da applauso. Qualità della registrazione spettacolare. Lui, poi, canta da dio. Ma, si sa, questo è proprio il canto del cigno.

Il tour verrà interrotto. Poi, sull’uomo, la malattia calerà il sipario. Sull’artista il sipario si riapre ogni volta che lo ascoltiamo.

Non posso esimermi dal ricordare Stefano Cerri, grandissimo bassista, che qui fa bene la sua parte. Purtroppo ci ha lasciato anche lui.

Spassoso il monologo sugli esami universitari. Quelli dello studente De André, iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova, erano proprio altri tempi…

Non “consigliato”: OBBLIGATORIO avere questo disco.

***

Con questo post si chiude nel blog la mia mini rassegna sull’opera del cantautore genovese. Ascoltare i suoi dischi, che per la maggior parte non conoscevo se non di nome, è stata un’esperienza fantastica.

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