FABRIZIO DE ANDRE’, Anime salve (1996)

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La lunga prece di Fabrizio De André in favore degli “ultimi”, iniziata nel lontano 1961 con “La Ballata del Miché” (scritta a quattro mani con Clelia Petracchi), arriva a compimento in “Smisurata preghiera”, che chiude mirabilmente questo album. In estrema sintesi, una splendida parabola, artistica e umana.

Sono particolarmente legato a “Khorakhané (a forza di essere vento)” perché per anni sentita cantare ottimamente da Gilberto Lamacchi nello spettacolo Misciumeret, da me ideato.

In alcune tracce fa capolino la voce di Ivano Fossati, coautore del disco; per cui le lontananze che si soffrono, qui, diventano due.

Non posso esimermi da una nota tecnica: il mastering del cd è molto compresso, troppo. Si perde tutta la dinamica (e qui c’è pure un’orchestra che suona!), la voce di De André ne risulta accoppata (delitto!) e l’ascolto diventa faticoso.

Il mastering è stato realizzato da Tim Young al Metropolis Mastering di Londra. Scelta strana: un disco con queste sonorità poco può essere “sentito” da un anglosassone (detto, peraltro, da me, che sono un grande fan degli studi di mastering inglesi). Il fatto è che, data la proposta musicale, sarebbe meglio valso seguire il noto detto “mastering e buoi dei paesi tuoi”…

Spero vivamente che in una prossima edizione del disco si faccia un nuovo mastering: le canzoni – meravigliose – ringrazieranno, e pure le mie orecchie…

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