FABRIZIO DE ANDRE’, Le nuvole – Il concerto (1991)

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Il tour del ’91, con brani tratti dai concerti tenutisi all’Arena Civica di Milano e in Piazza degli Scacchi, a Marostica (VI).

Ottima la qualità della registrazione nel primo caso; da favola nel secondo, in cui la voce di De André è finalmente ritratta in tutto il suo splendore.

Quando si parla di De André, perloppiù, si incensano nell’ordine: 1) il messaggio 2) i testi 3) la voce 4) la musica (molto raramente). Sulla voce – straordinaria – non si dice mai abbastanza.

Da notare che in “Don Raffae'”, cantata anche come bis, la pronuncia napoletano-maccheronico è anche migliore e più credibile che nel disco Le nuvole, segno che, continuando a cantarla in tour, Fabrizio era migliorato anche sotto questo aspetto.

La confezione del cd riporta una scaletta dei brani da eseguire, in cui si vede come  il cantautore genovese, con la scritta “CHIACCHERARE”, si annotasse anche i momenti in cui doveva parlare: nei suoi spettacoli c’era pochissima improvvisazione, giusto qualche battuta col pubblico, fedelmente riportata nel disco.

Di questa serie di album doppi (I concerti), finora questo cd è il più riuscito. Chi non avesse mai ascoltato De André dal vivo, per farsene un’idea potrebbe partire proprio da qui.

Consigliato.

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2 pensieri su “FABRIZIO DE ANDRE’, Le nuvole – Il concerto (1991)

  1. ascoltato dal vivo , concordo, era tutto nitido e preparato con cura.

    Leggenda vuole che per il napoletano avesse preso lezioni da Murolo, la Pivano lo considerava un ottimo traduttore.

    Beatificarlo non gli rende giustizia, credo.

    • Come De André stesso ha dichiarato con estrema sincerità in numerose interviste, ogni volta che doveva salire sul palco lui entrava in crisi, perché non amava affatto suonare dal vivo. Ha dichiarato in più occasioni di aver fatto concerti unicamente per ragioni economiche, ovvero sovvenzionare la sua azienda agricola, che rendeva gran poco.
      Al di là della continua ricerca della perfezione, che caratterizzava pure il suo lavoro in studio, forse anche per questo motivo di ordine psicologico tutto quanto avveniva su palco doveva essere preordinato in ogni dettaglio. Quello che conta, comunque, è il risultato, che era ottimo.
      All’opposto, Dylan, sia in studio che dal vivo, ha sempre improvvisato tutto, con altrettanti ottimi risultati.
      Come dire, due cammini diversi, opposti, per raggiungere lo stesso obiettivo: un grande concerto 🙂

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