FABRIZIO DE ANDRE’, Creuza de ma (1984)

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“Ho voluto fare questo disco per molti motivi. Fondamentalmente, ne avevo fin sopra i capelli di sentire parlare di idioma mediterraneo. Sono almeno quindici anni che si usa il termine ‘musica mediterranea’, e io dico: ‘Ma dov’è questa musica mediterranea, voglio proprio ascoltarla!…’. E allora ho voluto farlo io, questo disco. Ci ho messo cuore ed impegno, e credo di aver dato una gran pedata a una porta chiusa da secoli sulla musica etnica… E poi una buona volta mi sono scrollato di dosso la musica americana.” (Fabrizio De André, in “Il Lavoro”, 2 marzo 1984, tratto da LUIGI VIVA, Non per un dio ma nemmeno per gioco – Vita di Fabrizio De André, Feltrinelli, 2000).

Il disco che ogni musicista di questo mondo, almeno una volta nella vita, vorrebbe fare.

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