FABRIZIO DE ANDRE’, Fabrizio De André (“L’indiano”) (1981)

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Riascoltando l’inizio di “Hotel Supramonte”, uno dei brani più noti ed apprezzati di questa raccolta scaturita dalla collaborazione fra Fabrizio De André e Massimo Bubola, ho pensato che il cantautore genovese non ha fatto in tempo a regalarci un disco intero solo voce (la sua, magnifica) e chitarra. Abbiamo, se pensiamo ai grandi d’oltreoceano, American Recordings di Johnny Cash (1994), una perla voce-e-chitarra-e-stop, e nulla di simile per quanto riguarda De André. Una sorta di anello mancante nella discografia italiana. Sarebbe stato un disco fantastico.

Questo album l’ho vissuto, all’epoca dell’uscita ero ragazzino. Brano a cui sono più affezionato? “Se ti tagliassero a pezzetti”.

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