FRANCO BATTIATO, L’ombrello e la macchina da cucire (1995)

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Probabilmente stanco di scrivere i testi delle sue canzoni – nell’ambito della sua proposta, l’aspetto meno significativo – , il Maestro ha trovato in Manlio Sgalambro la sponda ideale. Lo stile letterario, infatti, rimane nel consueto registro evocativo/rievocativo, e questo è un bene.

Avendo le mani libere da quell’impegno, il Nostro si concentra sulla musica, a volte pure troppo. Stratificazioni sonore dense e, alla lunga, anche un po’ pesanti.

Si fa notare “Breve invito a rinviare al suicidio”. Non si può che concordare: quando si tratta di compiere certe cose, di cui poi non ci si può più pentire, vale sommamente il detto “rimanda pure a domani quello che puoi fare oggi”.

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