FRANCO BATTIATO, Mondi lontanissimi (1985)

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Una batteria in 4/4 secchi introduce “Via Lattea”. E quando arriva il refrain, si sogna, eccome…

Battiato rifà, maluccio, “Il re del mondo”, già presente in L’era del cinghiale bianco; meglio la versione originale.

Chiude il disco un trittico da favola: “Chan-son Egocentrique” (provate ad ascoltarla rimanendo fermi: impossibile), “I treni di Tozeur” (memorabile) e “L’animale”, il vero capolavoro del disco e una delle sue composizioni più lucide e toccanti.

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