FABRIZIO DE ANDRE’, Non al denaro non all’amore nè al cielo (1971)

fdr

Non l’avevo mai sentito, mi era giusto capitato di ascoltare “Un giudice” perché è ben difficile,  se si è appassionati di canzoni, che non capiti mai. Del disco mi ero comunque fatto un’idea precisa dallo spettacolo “Bocche di rosa”, ideato da Enrico De Angelis ed interpretato da un nutrito gruppo di cantanti/cantautrici veronesi, a cui avevo avuto modo di assistere qualche tempo fa.

Edgar Lee Masters, dalle cui liriche è tratto il lavoro, mi era invece noto fin dai lontanissimi – ahimé – tempi del liceo. Lee Masters, Fabrizio e io (capito nel discorso): due avvocati e uno (Fabrizio) che non lo è diventato per una manciata di esami, ma questa è un’altra, lunga, storia. Piuttosto, quel rigore formale così accentuato che caratterizza tutta l’opera di De André credo che inevitabilmente lo si debba proprio ai suoi anni di studi universitari.

A parte gli aneddoti, il disco, nei suoi poco più di trenta minuti, è un gioiello. Alle orecchie di chi scrive, sul piano delle musiche, è risultato eccezionale soprattutto il trittico conclusivo: “Un chimico”, “Un ottico” (straordinaria) e “Il suonatore Jones”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...