OASIS, Standing On The Shoulder Of Giants (2000)

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Meglio di quello che solitamente si pensa.
Gli Oasis possono permettersi il lusso di iniziare un disco con uno strumentale, Fuckin’ In The Bushes, per poi switchare sulla classicissima Go Let It Out, dal bel tiro malsano-intrippato, per approdare quindi alla freakettona e simil-lisergica Who Feels Love.

Non male Little James, scritta da Liam in un inedito sussulto creativo, e funziona benissimo Gas Panic!.

Chiude magniloquente Roll It Over, finalone perfetto per questi ragazzotti, derivativi finché si vuole, ma abbastanza furbi da aver capito che se non si è geni – madre natura non è carina con tutti… – si può sempre salire “sulle spalle dei giganti” per vedere i propri orizzonti espandersi e respirare l’aria tersa delle altezze.

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