GENESIS, Abacab (1981)

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Inserito, non a tutti i torti, fra i 100 dischi più brutti di tutti i tempi, deve il titolo al semplice accatastamento delle bobine in studio, contrassegnate dalle lettere che casualmente formavano il nome ABACAB.

Sebbene i tre Genesis siano indicati come produttori, qui si sente la mano pesantissima del tecnico del suono Hugh Padgham, nome che diverrà à la mòde negli anni ’80: uno che fra compressori, gate ed equalizzatori ci va giù di brutto, rendendo plasticoso, e ai miei orecchi poco digeribile, il suono.

La title-track Abacab si fa apprezzare per alcune soluzioni, come ad esempio il “call and response” nelle strofe fra voce, chitarra ed organo (una tecnica di composizione che, del tutto inconsciamente, utilizzo spesso anch’io, e che deriva sostanzialmente dal blues) e la forma “free” della coda finale.

Me And Sarah Jane parte bene e poi si perde.

Keep It Dark è costruita su un riff interessante, e ci sono buoni momenti in Dodo/Lurker.

Gli altri pezzi sono da plotone d’esecuzione.

(Detto per inciso, e non occorrerebbe neppure sottolinearlo: a gente come i Genesis io comunque non sono degno neppure di allacciare le scarpe. Sia chiaro, a scanso di equivoci).

P.S. per chi avesse scoperto solo ora questo mio blog: utilizzando la funzione “cerca” si possono leggere le mie considerazioni sui precedenti dischi dei Genesis.

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