DEREK & THE DOMINOS, Layla And Other Assorted Love Songs (1970)

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Ah, l’amore che cosa fa fare… A farla breve, il buon Eric s’innamora perdutamente della moglie del suo amico George Harrison (il Beatle mistico e schivo), scrive per lei la canzone che dà il titolo al disco, mette su un gruppo con Duane Allman, suo ideale contraltare alla chitarra, e realizza sotto falso nome forse il suo disco più bello.

Impossibile resistere a Bell Bottom Blues, Nobody Knows You When You’re Down And Out, Anyday, esuberante ed entusiasta come poche, i classicissimi Key To The Highway, Have You Ever Loved A Woman (quanto mai in tema: il blues che preferisco suonato da Clapton), Why Does Love Got To Be So Sad (appunto “perché l’amore deve essere così triste?), Little Wing, in una rilettura magniloquente. Notare come Clapton nel solo si tenga rispettosamente lontano da quello, celeberrimo, del mancino di Seattle (curiosità: Jimi morirà una settimana dopo la registrazione del brano). Poi c’è, appunto, Layla, uno dei riff più famosi del rock. Costituta da due parti, composte in diversi momenti: la prima grintosa e rock; la seconda, “la coda”, dominata dal piano, sensibile e sognate.

Disco selvaggio nelle esecuzioni, a tratti meravigliosamente incontrollate, che conserva intatto il suo romanticismo senza tempo.

Anche se non vi piace il rock blues, dovete averlo.

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