LITFIBA, Infinito (1999)

lit

Premessa doverosa: non mi sono mai piaciuti i Litfiba. Più che altro, non ho mai sopportato lo stile vocale di Piero Pelù, quelle sue affettazioni…

Quando però ho sentito per la prima volta “Il mio corpo che cambia” mi sono detto: “Toh, a parte la batteria elettronica, senti… c’è un arrangiamento che funziona, un bel riff alla Morricone, bella la parte dei fiati… Canta anche un po’ diverso dal solito… mi piace!”.

Ottima anche “Vivere il tuo tempo”, con un fascinoso ponte che apre su un ritornello disteso e pacificato.

Due bei brani. E gli altri? Entrano in un orecchio, escono dall’altro.

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