MIKE OLDFIELD, Hergest Ridge (1974)

Mike_oldfield_hergest_ridge_album_cover

Mancano qui le trovate veramente geniali che caratterizzano il suo più illustre predecessore (Tubular Bells) ma, per quanto la cosa possa apparire incredibile, da un punto di vista della coerenza della composizione le due suite qui presenti sono perfino superiori a quelle delle “Campane tubolari”. Le varie sezioni in ognuno dei due brani si susseguono infatti senza quelle soluzioni di continuità presenti nel primo lavoro. Come dire? Il ragazzo, se possibile, migliora…

Giusto l’ingombrante e convulsa sezione “a tutto synth” presente a tre quarti della “Part Two” suona alle nostre orecchie di oggi inevitabilmente datata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...