BRUCE SPRINGSTEEN, The Ghost Of Tom Joad (1995)

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Dopo il capolavoro Nebraska, un altro disco “acustico” del Boss.

Dalle desolate distese di quel dimenticato Stato (che poi è uno stato della mente…), ai racconti della Nuova Grande Depressione, con l’occhio rivolto al Confine per eccellenza, quello che separa il Texas dal Messico.

Minimale, con qualche tappeto di synth per “aprire” qualche ritornello.

Grandi canzoni.


Avvertenza 1: se non siete fan di Springsteen, qualche momento del disco potrà risultarvi soporifero…
Avvertenza 2: non ascoltate il cd come ho fatto io oggi, e cioé in macchina: sentite solo la voce, con buona pace degli altri più discreti strumenti.

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