MASSIMO BUBOLA, Ballate di terra & d’acqua (2008)

ball

Ottima prova del cantautore veneto, che inanella una serie di ballate nel suo inconfondibile stile folk-rock, ormai ben codificato.

Dall’iniziale ed epica “Sto solo sanguinando” (il rimando nel titolo ad un noto brano dylaniano non può sfuggire ai cultori della materia) alla più rokkata “Tu rifugio avrai”, dalle murder ballads “Dolce Erica” e “Uno, due, tre” all’interessante sonorità di chitarra in “Tutti quegli anni”, da “Uruguay”, prequel della nota “Camicie Rosse”, all’attualissima “La Collina dei Ghepardi” (storie di prostituzione  – avete notato come i riferimenti all’attualità tendono a mancare nelle produzioni dei cantautori più giovani?) il cd presenta una serie di belle canzoni, che hanno la virtù inconfondibile dei brani buboliani: quella di “scaldare il cuore” (e questi sono tempi freddi…).

A proposito di cuore, chiude la raccolta “Canzone dell’assenza”, da ascrivere fra le cose migliori del Nostro.

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