BUSH, Sixteen Stone (1994)

Sixteen_Stone

Trainato da un singolo furbacchione come Everything Zen – che funziona bene, bisogna dirlo – il disco ha portato alla ribalta internazionale nel lontano 1994 gli inglesi Bush (il nome non ha nulla a che vedere con George W., of course).

Accusati di strizzare un po’ troppo l’occhio ad un più noto gruppo americano, i musicisti in questione sono dei buoni mestieranti (granitico il chitarrista Pulsford), con la voce di Gavin Rossdale che si farebbe anche apprezzare maggiormente se non ricordasse nello stile, e in parte nel timbro (solo un po’ più scuro), il leader dell’altro più noto gruppo…

Oltre al singolaccio, buone Little Things, Comedown (a proposito di originalità, ha un giro di basso che mi ricorda anche troppo… Spectrum di Billy Cobham!), con un bell’inciso (I don’t wan’t to come back down from this cloud / taken me all this time to find out what I need) e la bella Glycerine, con tanto di archi.

Miglioreranno successivamente, poi spariranno, poi torneranno… Però se la tua donna è Gwen Stefani, chi te lo fa fare a smazzarti più di tanto col rock, giusto Gavin?

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