STING, Ten Summoner’s Tales (1993)

220px-Ten_Summoner's_Tales

E’ il problema dei dischi solisti di Sting (a parte The Dream Of The Blue Turtles che, per l’appunto, fa eccezione): accanto a canzoni che sono perle di composizione, altri brani che neppure se li ascolti venti volte di fila ti si ficcano in testa. Poco incisivi, come dire.

Il disco parte molto bene con If I Ever Lose My Faith In You e trova nella “pastorale” Fields Of Gold un primo buon momento. Heavy Cloud è godibile, ma è Seven Days con il suo magnifico tempo di batteria a conquistare l’ascoltatore: una delle cose migliori dello Sting solista, anche per la bella apertura del refrain. Fascinosa atmosfera di It’s Probably Me, con tanto di testo “confessorio” (“Odio dirlo, ma devo dirlo: sono probabilmente io”). Bene Shape Of My Heart.

A conti fatti, anche meglio di The Soul Cages, però… E’ musica che è un po’ come lui: bella, ma fredda…

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...