JIMMY PAGE & ROBERT PLANT UNLEDDED, No Quarter (1994)

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Da Brian Jones (il biondino degli Stones) in poi, i suoni del Maghreb non hanno mai smesso si suscitare interesse, tant’è che due best sellers relativamente recenti, ovvero Viva La Vida dei Coldplay e No Line On The Horizon degli U2, pescano a piene mani nelle melodie e nei ritmi delle sabbie del deserto. E ci fa anche bene, a noi “occidentalioti”, che siamo un po’ rigidi e impacciati sul piano ritmico, annusare questi differenti profumi musicali.

La premiata ditta Page & Plant, lontani ormai i gloriosi giorni del Dirigibile, ne approfitta per ripresentarsi al pubblico con questo “unplugged” (per l’occasione denominato “Unledded”), fatto di rivisitazioni di brani degli Zep e qualche inedito, con la collaborazione di ben tre orchestre: inglese, egiziana e marocchina.

Disco non privo di fascino, che vale più per l’intento che per i risultati. Apportare qualcosa di nuovo a brani entrati nel Mito è ben dura, e gli inediti non sono poi memorabili. Godibile Kashmir, ma non poteva essere altrimenti, data l’area musicale in cui ci si muove.

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