FABRIZIO DE ANDRE’, Tutti morimmo a stento (1968)

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Mi piace molto la formula del disco-concept (l’ho adottata per i miei lavori, sono della generazione segnata da The Wall…), e questo in Italia è uno dei primi.

Album reso sontuoso dalle orchestrazioni di Giampiero Reverberi, che arrangia anche il coro.

E’ impossibile non notare la grandissima professionalità e il gusto con cui sono eseguite tutte le parti strumentali, un dato non così usuale nelle produzioni discografiche di oggidì, ma che allora era di rigore. A proposito, “allora” era il 1968, la data conferisce un ulteriore fascino al disco.

Forse, rispetto ai moti dell’epoca, la poetica di questo LP era leggermente più esistenzialista, ma è un carattere costante dei grandi artisti come De André quello di saper sopravanzare il proprio tempo.

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