MATTIA DONNA, Sul fianco della strada (2007)

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Caso raro di cantautore, nell’accezione più classica del termine, che ha di recente esordito su major (EMI).

Nelle recensioni al lavoro, alcuni riferimenti a De André. Chi scrive ci sente piuttosto nei testi il retaggio di certe liriche beat, come poi metabolizzate dal Dylan ’65-’66 e, in Italia, dal primissimo Bubola, quello di Nastro Giallo (1976). Più che cercare quindi un senso compiuto nei testi – che viene e più spesso va – , è un gioco affascinante lasciarsi catturare dalle immagini create dall’autore.  Alcuni versi sono comunque baciati da vera grazia, e danno valore a tutto il disco.

Musicalmente si segnala la produzione di Vince Tempera. Suonano pertanto nell’album musicisti come Bandini e Mingotti, oltre allo stesso Tempera; fate conto la band che accompagna Guccini, anche se il disco ha una sua personalità musicale definita.

Avrei stratificato un po’ meno le tracce, ma qui rientriamo nello stile di ognuno.

Compare nell’album anche una versione in italiano di “One More Cup Of Coffee (Valley Below)”, a cura dello stesso Mattia, perla indimenticata di Mastro Bob.

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