GENESIS, Nursery Cryme (1971)

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Se con il precedente Trespass (1970) la band stava ancora scaldando i motori (e comunque si era su livelli altissimi), questo è già un disco maturo, pienamente riuscito.

Fin dall’iniziale The Musical Box siamo trasportati in un mondo a sè, di una complessità e di un fascino unici. Insorgono gli squarci melodici che ci hanno fatto amare questo gruppo e tutto gira alla grande, grazie anche all’apporto di Phil Collins, arrivato a percuotere i tamburi con maggior precisione rispetto al suo predecessore, e alla sei corde di Steve Hackett. Questi qui sono mostri, sia chiaro.

E’ obbligatorio ricordare che For Absent Friends è cantata proprio da Phil, come è altrettanto obbligatorio ricordare che allora nessuno poteva certo immaginarsi che il funambolico batterista sarebbe in seguito diventato il nuovo cantante e frontman della band.

Disco stratosferico.

E se già qui si può gridare al miracolo, che aggettivi possiamo trovare per i lavori che subito dopo verranno?

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Un pensiero su “GENESIS, Nursery Cryme (1971)

  1. Ecco quello che da sempre è il mio album preferito dei Genesis. Perchè c’è ancora del grezzo da cesellare, perchè i suoni non sono ancora quelli perfetti e quasi asettici di Selling England o di A Trick Of The Tail, perchè la band alla terza cartuccia (e grazie anche all’innesto di Collins e Hackett) sembra aver trovato la definitiva e più illuminata identità, perchè la Chitarra di Hackett ruggisce in un modo che non ho più sentito nei loro album (e qui mi abbandono per forza di cose a mie preferenze personali) e perchè The Musical Box, The Return Of The Giant Hogweed (il loro brano che più amo in assoluto e che nella versione live risulta travolgente) e The Fountain Of Salmacis da soli valgono tutto il lavoro (che non ha assolutamente brani di riempimento intendiamoci). Andranno oltre? Eccome che ci andranno, in un modo che avrà quasi del prodigioso esattamente con i due album successivi e con l’epopea Gabrieliana di The Lamb Lies Down (stranamente con suoni meno puliti di Selling)… ma qui è come aver scoperto la pietra filosofale! Poi si potrà ottenere anche l’oro, ma è la pietra filosofale il punto di partenza, la “materia oscura” (e il concentrato di creatività, poetica ed estetica compositivo/musicale) di cui sarà pregna poi il resto della produzione della band. Tu rubo un tuo caratteristico modo di dire… da avere!

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