STONE TEMPLE PILOTS, Purple (1994)

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Meatplow, posta all’inizio, farebbe pensare che in questo secondo album le coordinate non debbano spostarsi più di tanto dall’opera prima, Core, di cui si è già detto in questo blog.

Invece il ventaglio delle opzioni sonore è qui più esteso, vedasi, ad esempio, le percussioni in Vasoline, grande hit, le fascinazioni acustiche di Pretty Penny e le strofe simil jazz-club di Big Empty.

In generale ho apprezzato questo lavoro meno del fulminante esordio, però è un disco che si ascolta volentieri.

Da non perdere Kitchenware & Candybars dove Scott Weiland sfoggia un tono sulle frequenze basse della voce da brivido.

Divertente la ghost track My Second Album, tra easy listening e lounge.

In effetti il secondo album è sempre difficile da realizzare, specie se il primo ha avuto un enorme successo (a meno che il tuo gruppo non si chiami per caso Led Zeppelin…).

 

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