JOAN AS POLICE WOMAN, The Deep Field (2011)

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Una vecchia regola della discografia, vecchia perché in vigore nello scorso secolo, diceva che se l’album d’esordio andava bene, bisognava che i successivi due fosse tutti sulla falsariga, senza cambiare minimamente la formula. Al quarto si poteva anche modificare qualcosa.

Il mondo da allora è diventato altro, tutto viaggia al fulmicotone e siamo certi che ora la “norma” non sia più in vigore. Muoversi… muoversi… muoversi…!

Sorprendentemente si attiene all’antico modus operandi Joan Nella Parte Della Poliziotta, al secolo Joan Wasser, musicista di punta della nuova scena musicale americana. Tre dischi finora, e tutti e tre con la medesima impostazione “sonica”. Ancor più sorprendentemente, questo CD ricorda nel suono, soprattutto della batteria, il primo lavoro.

Avremmo preferito qualche novità, perché anche gli arrangiamenti obliqui a cui ci ha abituato la Nostra possono cadere alla lunga nello stereotipo. Tra l’altro, a differenza di ciò che accadeva nel disco d’esordio, qui si ascolta molto, ma poco rimane in testa. Eppure non ci voleva tanto per variare. Ha mai pensato Joan di fare un cd con sola voce, piano ed archi? Togliendo si va più in profondità. Il coraggio alla ragazza, ne siamo convinti, non manca.

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