RUBEN, Il lavoro più duro (2012)

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Mi è capitato di riascoltarlo oggi, in macchina, giusto per ripassarmi un po’ le canzoni visto che domenica le devo suonare. Siccome, chiaramente, non posso fare il commento a me stesso, lascio che siano gli altri (per estratto) a parlare…

Una delle più sapienti opere di cantautorato sentite di recente. MUSICCLUB

Un gusto musicale che è raro trovare nella pleteora di “nuovi cantautori” che ogni giorno si presentano sulle scene. BLOW UP, Stefano I. Bianchi

Fotografa la nostra società in modo impeccabile. MUSICALNEWS, Gianni Della Cioppa

Un disco sincero, scritto in una lingua esteticamente disadorna, a tratti dimessa, ma coerente con il quotidiano che esplora, sempre inquadrato nella luce di uno sguardo acuto e appassionato. ROCKERILLA, Alessandro Hellmann

Ruben interpreta visceralmente le sue creature dando vita a una galleria di ritratti umani ora esuberanti, ora feroci, ora teneri nel loro forse vano tentativo di fuggire dalle proprie ossessioni. Un disco vero e sincero. Cosa rara di questi tempi. DISTORSIONI, Maurizio Galasso

Canzoni scritte e cantate con cuore e sincerità. ESTATICA, Fabio Antonelli

Un lavoro che è un pout pourri di stati d’animo, di incazzature e di sorrisi amari giocati sempre sul filo dell’ironia. L’ISOLA CHE NON C’ERA, Francesco Paracchini

L’autore racconta le impressioni colte guardando la realtà dei tempi e la stretta attualità del nostro Paese. Canzoni all’osso per dire cose importanti. L’ECO DI BERGAMO, 6 aprile 2012

 Ruben mette al centro le parole, o meglio il messaggio: è la precarietà il compromesso tra salvezza e dannazione, quale che sia la barca sulla quale navighiamo (a vista) nel viaggio sempre più impervio che le vite passate, presenti e future sono costrette (loro malgrado?) a percorrere. LA VOCE DI MANTOVA, 27 aprile 2012

Le sonorità create con chitarre acustiche, classiche, banjo, mandolino, fisarmonica, armonium, batteria, percussioni, dobro, violoncello hanno contribuito a creare il vestito più adatto al mestiere narrato dal bravo Ruben. BRAVONLINE – MUSICA DI QUALITA’, Gloria Berloso

Poetica sfigata e dolce che si mischia in un’estetica straordinaria dove Ruben appare e scompare come un crooner urbano che tratteggia sensazioni ed emozioni più che marcate. ROCKAMBULA, Massimo Sannella

Ruben codifica dati, sensazioni, impressioni e visioni raccolte in una vita intera da curioso osservatore e acuto menestrello. NONSIAMODIQUI

Un concept sul lavoro attualissimo, ricco di dettagli noir, in cui il cantautore crea una novella Spoon River di personaggi ossessivi e riflessivi verso il proprio mestiere. MEMAGAZINE

Addentrandosi nelle attività lavorative ben conosciute della nostra quotidianità, con fare ironico e pungente modella frammenti di vita tanto reali quanto tangibili per ognuno di noi. ROCKIT

“Il lavoro più duro” propone approcci che appartengono alla tradizione della scuola cantautorale italiana, con rimandi ad autori nobili, sia quando evoca sarcasticamente sia quando descrive con tono amaro le storie più surreali e quelle più credibili. CRONICA REGIA, Claudio Decastelli, maggio 2012

Un disco acustico, con arrangiamenti curati e testi in bella evidenza, per un tema che più attuale non si può. IL TIRRENO, 31 maggio 2012

Aggiungo alcuni commenti di colleghi ed amici che ricordo con affetto.

Il tuo disco è una lama che schiude la coscienza… CHIARA JERI, cantante

Bel disco, necessario. Penetra nel cervello e ti fa ragionare. NEVE SU DI LEI, cantautrice

Hai costruito un bel disco, come quelli d’un tempo, senza trucchi e frastuoni che coprono le parole, dure a volte, intense o ironiche. Delle ballate che rappresentano molto da vicino ciò che siamo. BEPPE COSTA, poeta

Il disco è coraggioso, onesto e profondamente bello. E’ il disco di un uomo che ha un’urgenza che gli scoppia in petto. MAU DI TOLLO, musicista

Un viaggio affascinante, intimo, amaro e ironico. STEFANO FERRO, cantautore

Entusiasmante, particolarmente bello ed armonioso!!! 10 e Lode!!! CRISTIAN BELLANTONIO BRANCATO, musicista

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