BOB DYLAN, Time Out Of Mind (1997)

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Quando i giorni per me si fanno difficili, qualche volta riascolto i dischi del mio vecchio Maestro. Ho sempre trovato nella sua musica una sorta di energia che passa dritta, come lungo un filo elettrico, dalle canzoni a me. Ascolto un suo pezzo, mi sento tornare le forze e vedo le cose più chiaramente.

Canzoni che vengono da un “tempo immemore”, come recita i titolo dell’album, uno dei suoi ultimi “grandi dischi”. Suoni che richiamano un passato lontano, un misto di tutto quello che è stato prodotto in fatto di musica dal paese con la bandiera a stelle e strisce nella seconda metà del ‘900 e anche prima.

Bravissimo Lanois nel dipingere oscure e fangose sonorità, anche se nell’iniziale Love Sick quel flanger che “intuba” la voce – consunta dagli stravizi di una vita intensa come poche – forse non era la scelta più appropriata.

Trying To Get To Heaven è l’ultimo brano di Dylan che mi ha segnato, non ho parole per commentare. Così mi lascio condurre sulle Highlands, un brano infinito, sapendo che It’s Not Dark Yet, anche se il buio sembra avvicinarsi più veloce.

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