MARCO ONGARO, Dio è altrove (2002)

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Pubblicato dieci anni fa (corre il tempo…), però suona ancora fresco come una rosa. Merito anche degli arrangiamenti in chiave rock, in cui si sente la mano di Roby Ceruti, uno che la sintassi del genere la conosce molto bene. Sua la chitarra elettrica che s’impenna spesso e volentieri lungo le dieci tracce del cd, tra cui si ricordano con piacere l’iniziale “Dio è altrove” (la inserii in un mio recital anni fa, cantata da Gilberto Lamacchi che nell’occasione accompagnavo alla chitarra), la bella melodia di “Merlino”, impreziosita dalla voce di Giuliana Bergamaschi (con la chitarra elettrica che nel finale ricalca la melodia di Can’t Help Falling In Love, magia uscita dall’ugola di Elvis), nonché la conclusiva “Il conte Max di Genova”, ritratto del collega di note e parole Max Manfredi, che continua la grande tradizione delle canzoni dedicate da cantautori a cantautori (“Song To Woody” scritta dal giovane Dylan per Guthrie, “Song For Bob Dylan” di Bowie per lo stesso Dylan, e via dedicando…).

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