ROGER WATERS, Amused To Death (1992)

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Se escludiamo, proprio per la particolare natura del lavoro, la sua opera “Ca ira” del 2005, sono vent’anni che Waters non pubblica un suo nuovo album in studio.

Questo, della sua carriera solista, è forse il migliore. Un disco molto complesso, più di 70 minuti di musica per 14 brani.

Non è certo un ascolto facile. Qui però, oltre alle consuete e note ossessioni socio-politiche del cantante e bassista dei Pink Floyd, troviamo una musica realizzata al top, grazie alla produzione raffinatissima di Patrick Leonard e a uno stuolo di grandi musicisti, su sui svetta – occorre dirlo? – Jeff Beck alla chitarra.

Ascoltando il disco vien da pensare: “Poi questa la chiamano musica leggera…”. Altroché leggera, questa è musica pesante! E pensante.

Il finale del cd, con Watching TV, Three Wishes, It’s A Miracle (capolavoro del disco?) e Amused To Death è semplicemnte grandioso.

Pensiero finale: dai Waters, rimboccati le maniche! Fa’ un altro album così (anche meglio, se puoi) e facci sognare.

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