AFTERHOURS, Quello che non c’è (2002)

Immagine

“Ho questa foto / di pura gioia / è di un bambino con / la sua pistola / che spara dritto / davanti a sé / a quello che non c’è”. La so a memoria, l’ho cantata tante volte…

Ed ecco qui il mio disco preferito degli After. Non il più bello forse – propenderei per “Non è per sempre” – ma quello che sento più “mio”.

Parti strumentali di gran gusto (la coda di “Quello che non c’è”, e quella di “Bye Bye Bombay”) e canzoni che vanno tutte a segno. Un sound di batteria finalmente credibile. Bellissimo l’impasto strumentale.

Vogliamo parlare dei testi? Il disco mi piace proprio per il suo mood cupo e poco consolatorio: “Meraviglioso come a volte /ciò che sembra non è”, “Pensi di avere un credo / poi lo adatti a quello che sei”, “E come può il mio amore essere limpido / se è la mia nazione che l’inquina?”, “Anche odiare è un diritto, sai?” “La primavera è un incubo / disobbedire acquista un senso in più”, “Un rettile può cambiar pelle, ma non cambia il cuore”, “Non sono immaginario” (chiaro il motivo ispiratore: i tre ragazzi immaginari dei Cure), “Vivere male prima o poi ti fa male”.

“Arriva l’alba / o forse no /a volte ciò che sembra alba non è”. Parole sante, caro Manuel…

Chiude la meravigliosa “Il mio ruolo (però ci avrei dato meno dentro con quel flanger… ma sono “fisime” da produttore). Una melodia, di quelle belle “larghe”, da ricordare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...