JOAN AS POLICE WOMAN, To Survive (2004)

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Secondo album per la cantautrice americana Joan Wasser, ribattezzatasi “Joan nella parte della poliziotta”. Le atmosfere non si discostano affatto dal lavoro d’esordio, semmai è la registrazione  – molto fascinosa – ad essere anche più curata. E’ musica obliqua, dominata dal pianoforte suonato con personalità dalla ragazza. Musica straniante a tratti, perché, volutamente, non si ricollega a generi tradizionali (in un paese che di tradizione musicale ne ha da vendere!): non è pop, non è rock, non è soul, ma il risultato di un evidente percorso originale nel mondo delle sette note.

Musica solitamente classificata come “alternative”, termine inflazionato, ma soprattutto alquanto vuoto di significato (la domanda è sempre la stessa: alternativo a che?). Più che altro suoni da ascoltare senza pregiudizi, e da gustare quando si è nello spirito adatto (altrimenti il disco dura poco nel lettore CD, complice anche il cantato un po’ particolare della protagonista).

Bello il titolo, “Sopravvivere”, il primo comandamento laico. Difficile non riconoscersi almeno una volta nelle parole dell’inciso del brano: “Non mi sono mai sentita sola come adesso, in questo momento non appartengo proprio a questo posto. Devo trovare la scintilla per andare avanti”.

Perlomeno, ci si prova.

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