LUCIO BATTISTI, Il mio canto libero (1972)

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E con questo fanno 100 post.

Il blog – è una coincidenza – li festeggia con un disco di una certa caratura… Sembra appartenere, più che a un mondo di sogno, ad una realtà parallela. Nonostante gli interventi orchestrali, come al solito favolosi, l’impianto degli arrangiamenti rimane scarno, come sospeso in un mondo ideale che, però, lo si vorrebbe qui, ora. E’ il mio canto libero. L’idea di libertà, di slancio verso una dimensione “altra” a cui sembrano anelare, significativamente, le braccia tese nella copertina.

Dopo questo lavoro Battisti, come da lui dichiarato in una nota intervista, inizierà a sintetizzare sempre più la dimensione degli arrangiamenti (la cosa sarà ben evidente già nell’album successivo, “Il nostro caro angelo”).

La vostra preferita qual è?

La mia “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…”. Però ho anche una passione malsana per “Confusione”.

(e ora iniziamo a veleggiare verso i 200 post…)

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