STONE TEMPLE PILOTS, Core (1992)

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Chi l’ha detto che per essere delle rockstar occorra essere dei geni, o comunque essere dotati di grande originalità? Ci sono anche gli onesti mestieranti…

E’ il caso degli Stone Temple Pilots, ottimi strumentisti, non dotati di particolare barlume creativo ma che, in almeno un paio di brani di questo cd, hanno fatto bene il loro dovere:  Creep (da non confondersi col celeberrimo brano dei Radiohead – non c’è una legge che vieti di usare lo stesso titolo per un brano nei paesi anglosassoni: in Italia la legge è al solito bizantina: si può usare lo stesso titolo, a meno che il brano già tutelato non sia celeberrimo, ovvero non posso depositare alla SIAE una canzone col titolo “La canzone di Marinella”…), brano dolente come pochi, e la super hit Plush.

All’epoca – bei tempi – MTV passava questa roba, non le fregnacce che passa ora…

Buono il pezzo d’apertura del disco. Il resto è abbastanza trascurabile.

Mi è sempre piaciuto il timbro della voce di Scott Weiland, sia nei pezzi più duri, che nelle ballad.

La mia Sacra Trimurti in questo ambito vocale è: 1) Vedder 2) Staley 3) Weiland.

Sempre ottima la produzione di Brendan O’ Brien.

Bel suono di batteria.

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