USTMAMO’, Tutto bene (2001)

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Riascoltando questo lavoro, pubblicato agli albori dei nefasti Anni Zero, non ho potuto non pensare alla freschezza che pervade le 12 tracce del disco, oggi difficilmente ripetibile. Una leggerezza dello spirito che coglie l’ascoltatore fin dalla prima traccia, “Come me”, rilanciata in “Sempre verdi”, con tanto di testo delle strofe in inglese giocato sui numeri, dove il brio abbonda, e che trova il suo apice in “Nell’aria”, perla pop-rock (quest’ultimo da intendersi in senso lato) che nel refrain dischiude orizzonti possibili e magnifici.

“Secondo incantesimo” ha un ritornello che ti ritrovi a cantare – e con gusto – dopo averlo sentito la prima volta e un testo che cattura. Potrei ascoltarla all’infinito.

Simpatica “Bank Of Fuck Off”. Simpatica perché come brano di denuncia è forse il più leggero della sua categoria, ma se avete fra gli amici qualche direttore di banca fategliela sentire, col sorriso sulle labbra. Il brano, poi, è di una certa attualità…

La voce di Mara Redeghieri è adatta al genere. Non una grande cantante, ma la cantante “giusta” per queste cose.

Riascoltando questo disco penso a come le cose sarebbero potute andare, se i tempi non fossero diventati sempre più crudeli. Detto non solo con riferimento al mondo della musica e della discografia.

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