AMY WINEHOUSE, Back to Black (2006)

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Le righe che seguono in virgolettato vennero scritte da me su facebook quando Winehouse era ancora viva. Se lei non è più di questo mondo, rimane comunque la sua musica, per cui le riporto come le scrissi allora.

“Il mio docente di storia dell’arte, ormai parecchi anni fa, mi insegnò (gliene sarò sempre grato) che bisogna sempre distinguere, quando si parla di artisti, fra l’uomo e l’artista. E quindi anche fra la donna e l’artista. Se la donna Winehouse è la felicità dei tabloid inglesi e non, e di questo ci importa gran poco, ci interessa invece, e molto, che sia una cantante dotata di uno swing pazzesco, che si ascolta con vero piacere.

Assolutamente consigliata la versione deluxe del cd (con copertina diversa, nera): “Valery”, un cavallo di battaglia dal vivo, e la versione demo di “Love Is A Losing Game” (la canzone d’amore più bella del decennio?) valgono il sovrapprezzo”.

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