AFTERHOURS, Hai paura del buio? (1997)

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Gli After (come li chiamano i fans) più viscerali. Disco per certi versi epocale in ambito rock cantato in italiano. “Male di miele” è un anthem, ma è “Voglio una pelle splendida”, ancor più forse della celebre “Non è per sempre” del disco successivo, ad essere il vero inno del popolo rock/alte/indie/etc. etc…

Nota tecnica: prodotto meglio del disco d’esordio: toh, la batteria suona come una batteria…

“Donami una vacanza di pietra /senza memoria concreta / che ancora mi sento le dita / fondersi nella tua fica”. Mi piaceva Manuel, perché scriveva cose che gli altri non scrivevano. Pensavo: “Però questo corre i suoi rischi…”.

Oggi gli After non mi dispiacciono, ma quando uscì questo album… insomma erano altri tempi: c’era qualcosa di diverso, altra energia nell’aria, ci siamo capiti.

Intrigante, e nota, la copertina.

(Qualche giorno fa sono passato dalla Fnac. Vedi la grafica dei cd anglo-americani e ti gasi. Vai al reparto italico e constati che la grafica è, generalmente, di qualità inferiore. Ahinoi)

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