FRANCESCO GUCCINI, Metropolis (1981)

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E sono arrivati gli anni Ottanta. Degli orizzonti e aspettative della decade appena scorsa è rimasto ben poco. Esce questa raccolta di canzoni incentrata – un quasi concept – sulle metropoli. Si apre con la Storia con la “s” maiuscola, Bisanzio, urbe dalla molte vite, che è fondamentalmente la storia, più piccola ma non meno intensa, di un dubbio e di un non capire del protagonista del brano, temi cari al Nostro.

“Venezia” è scritta a più mani (ci sono anche quelle di Alloisio e Biggi), ma è comunque nel dna del cantautore. D’altronde lui “modenese volgare”, così si descriverà in “Bologna”, come avrebbe potuto da solo dire di una città che è un mistero in terra? Di una urbanità ridotta a negozio di souvenir, come quello rappresentato in copertina, sfondo di una tragedia,  Stefania che muore, parallela a quella che sembra permeare da sempre quell’intrico di calli e canali?

Non c’è nulla da fare, poi, per chi ascolta: per capire a fondo canzoni come “Venezia”, “Bologna”, “Milano (poveri bimbi di)”, bisogna esserci stati in quelle città, averci vissuto, respiratone gli odori, visto, per “Venezia”, non solo le gondole e i flash dei turisti, ma anche “il fumo e la rabbia di Porto Marghera”.

Canzoni, queste, piene di versi memorabili.

Purtroppo la registrazione è di un piatto pauroso (in Italia, in quegli anni, la si realizzava così), e sminuisce brani che di fascino ne avrebbero da vendere.

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2 pensieri su “FRANCESCO GUCCINI, Metropolis (1981)

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