DAVID SYLVIAN, Secrets Of The Beehive (1987)

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E’ molto difficile parlare di un disco perfetto. L’iniziale September ci fa subito capire che ci aggiriamo in territori di inusuale bellezza. La voce baritonale di David Sylvian ci culla in queste “canzoni” (il virgolettato è d’obbligo) ammantate da sonorità acustiche ricercatissime, eppure sempre avvincenti. “Orpheus” è fra i brani più memorabili che abbia mai sentito in vita mia, una composizione dal fascino tremendo, con tanto di “mistica” pausa centrale e assolo di flicorno. Ma è la melodia, che ti avviluppa in spire sempre più dolci, a regnare incontrastata. E poi c’è il piano di Ryuichi Sakamoto a donare classe ad ogni battuta musicale.

Nella copia in mio possesso, come bonus track, appare la celeberrima “Forbidden Colours”, un viaggio di sei minuti nel sublime. In altre compare “Promise (The Cult of Eurydice)”.

Un disco che deve fare bella mostra di sè in ogni CD-teca che si rispetti.

P.S. Adattissimo a questa piovosa mattinata di fine settembre.

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