VERONICA MARCHI, La Guarigione (2012)

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Il termine greco katarsi si traduce come “purificazione”. Sicuramente catartico è il terzo disco della cantautrice veronese. In primis per l’autrice: le 9 tracce (più una splendida ghost track) riflettono, nella minimalità degli arrangiamenti, sempre molto curati, l’esigenza di una liberazione interiore da quanto non è essenziale, o è un’inutile distrazione, in musica come nella vita.

Se il primo cd (Veronica Marchi) era il riepilogo delle esperienze compositive maturate nell’arco di una carriera iniziata in giovanissima età e, al di là delle belle canzoni contenute, poteva “suonare” anche meglio, mentre il secondo lavoro (L’acqua del mare non si può bere) era fin troppo levigato ed articolato nei suoni per un’artista che nella semplicità e nel rigore trova il suo punto di forza (la si veda in concerto), qui il paesaggio sonico, fornito in presa diretta dai suoi abituali accompagnatori dal vivo (Maddalena Fasoli e Andrea Faccioli, con l’aggiunta di Nelide Bandello alle percussioni), risponde esattamente al carattere, non solo musicale, della Nostra. Più che il disco della “maturità” – la ragazza è ancora giovane e ne ha da dire… -, questo full lenght lo si può considerare, allora, il suo “primo” disco.

Canzone gioello? La suggestiva “Tempo”, costrutto armonico e arrangiamento perfetti.

Da ascoltare tornati da una dura giornata di lavoro, come è capitato a chi scrive.

C’è bisogno di purificazione.

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