KULA SHAKER, K, (1996)

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Fin dai tempi dell’incontro tra George Harrison (il Beatle spirituale) e Ravi Shankar, maestro del sitar (e padre di Norah Jones, per inciso) la musica indiana, che amo moltissimo, ha esercitato il suo sottile fascino su quella occidentale di stampo rock e pop.

Nei turbolenti e vitalissimi anni ’90 i Kula Shaker ripropongono sonorità Sixties con aromi che provengono dalle rive del Gange, suonati con convinzione ed energia. Certo l’operazione non ha la levatura culturale di Shakti (il progetto di John Mc Laughlin e l’album omonimo: nel blog prima o poi arriva….), ma il disco è ugualmente godibilissimo. Perdiamoci pure, allora, nelle fascinazioni di “Govinda”, “Tattwa”…

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