TRACY CHAPMAN, Tracy Chapman (1988)

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Uno dei migliori esordi discografici di tutti i tempi. Trainato dall’ipnotica Fast Car (canzoni che si ricordano, eh?), impose all’attenzione del mondo questa giovane cantautrice, dalla vocalità quanto mai emotiva ed emozionante. Belle le canzoni sì, ma il segreto del durevole successo di questo album risiede anche nell’efficacissima produzione di David Kershenbaum, brillante ed essenziale. Da ricordare il potente suono del rullante della batteria che caratterizza il sound del disco. Inutile quasi ricordare i brani, li avete ascoltati un po’ tutti (il disco vendette in quantità spaventose), che si dividono fra sociale e personale. Doveroso, però, un accenno alla dolorosa Behind The Wall, una performance per sola voce, in difesa delle donne vittime delle violenze domestiche.

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