FRANCESCO GUCCINI, L’isola non trovata (1970)

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Il Guccio più la sua band! E qui già si gongola…

Disco da consigliare a tutti i neo cantautori indie-alt-e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta: in fatto di arrangiamenti qui ci sono “stranezze”, in alcuni casi al limite dell’incongruità, che potrebbero ispirarli. Quello il gusto dell’epoca: un po’ di “avventurismo sonico” era di rigore.

”Il frate” è uno dei suoi testi più belli. Come per la precedente “L’ubriaco”, e la più tarda “Il pensionato”, sono canzoni che mi hanno trasmesso il gusto per il personaggio ritratto in musica. Un paio di miei pezzi (mi scuso se li cito in questa sede), “Mario” e “Noto Brambilla”, come altri che hanno visto la luce (e altri che rimarranno nel cassetto), hanno forse la loro origine proprio in queste canzoni del Bardo Barbuto.

Deborah Kooperman suona in “Un altro giorno è andato” (se è bella questa!), e ne sentiamo la voce dare, dopo un intoppo, la partenza al brano. Sono passati più di quarant’anni da allora, ma il timbro e l’accento (lo posso assicurare, visto che ogni tanto la incontro) sono rimasti uguali!

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