FRANCESCO GUCCINI, Folk Beat n. 1 (1967)

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Eccolo.

Ma è lui?

Irriconoscibile.

Dov’è la barba d’ordinanza e il capello lungo?
Proto-Guccini. Non ne riconosci neppure la voce: canta in tonalità alta, a volte altissima.

Unico indizio: l’erre moscia, e ci mancherebbe. Poi il fatto che scrive canzoni come, in realtà, le scrive solo lui.

Opera prima. Sound pessimo e non si dica che la tecnica allora era limitata: nello stesso anno i Beatles pubblicarono Sgt. Pepper’s…
Le canzoni note sono, per l’appunto, note e non occorre neppure citarle. Una menzione particolare merita invece “Venerdì Santo”, che trovo la canzone di Guccini più brutta di sempre. Ho invece un debole per “Il 3 dicembre del ‘39”. Una medaglia di merito anche a “Il sociale e l’antisociale”. “Sono un tipo antisociale / non ho voglia di far niente / sulle scatole mi sta tutta la gente”.

Alcune mattine è così anche per me. 

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4 pensieri su “FRANCESCO GUCCINI, Folk Beat n. 1 (1967)

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